Un gruppo di amici che corre insieme è una cosa bellissima. Nel momento in cui diventa un club — con una tessera, un allenatore, magari una gara organizzata — smette di essere solo un gruppo WhatsApp e diventa un soggetto che ha regole da rispettare. Mettersi in regola non è burocrazia fine a sé stessa: è ciò che vi permette di tesserare gli atleti, coprirli con l'assicurazione, pagare un allenatore e accedere a contributi. Ecco la mappa, pensata per chi corre.
1. Costituire l'associazione
Si parte da atto costitutivo e statuto, firmati dai soci fondatori. Lo statuto di un'ASD podistica deve contenere le clausole obbligatorie degli enti sportivi dilettantistici: niente scopo di lucro, democraticità, quote non trasferibili, destinazione del patrimonio in caso di scioglimento. Poi si registra all'Agenzia delle Entrate e si chiede il codice fiscale dell'associazione (gratuito).
Consiglio da runner: scrivete nell'oggetto sociale sia l'attività podistica sia quella di promozione della corsa e del cammino. Vi tiene le mani libere per camminate, trail, nordic walking e attività per principianti senza dover modificare lo statuto ogni volta.
2. Affiliarsi: FIDAL o Ente di Promozione
Qui c'è una scelta tipica del mondo della corsa. Potete affiliarvi:
- alla FIDAL (Federazione Italiana di Atletica Leggera), la strada per chi vuole fare agonismo e gare federali, con il tesseramento agonistico e le categorie;
- a un Ente di Promozione Sportiva (UISP, ACSI, AICS, CSI…), spesso più adatto a chi fa corsa amatoriale, camminate, eventi non competitivi.
Molti club fanno entrambe le cose, tesserando gli agonisti in FIDAL e gli amatori in un EPS. Ricordate: affiliazione e tesseramento si rinnovano ogni anno sportivo. Per le gare non competitive esistono strumenti dedicati (come la RunCard) che vanno conosciuti prima di iscrivere gli atleti.
3. Il registro RASD
Per essere riconosciuta come ente sportivo e accedere ai benefici fiscali, l'associazione deve essere iscritta al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche (RASD): l'iscrizione avviene tramite l'organismo affiliante (FIDAL o EPS). I dati vanno tenuti aggiornati nel tempo.
4. Pagare chi allena: i compensi sportivi
È il punto dove più club di corsa sbagliano. L'allenatore, il preparatore, chi tiene i gruppi del martedì e del giovedì: se li compensate, dovete farlo con le regole del lavoro sportivo dilettantistico riformato, che ha introdotto soglie di esenzione e obblighi contributivi oltre certi importi. Non è più il "rimborso in nero" di una volta.
- I compensi agli istruttori vanno inquadrati correttamente per non trasformarsi in un problema.
- I rimborsi ai volontari (chi accompagna, chi gestisce i ristori) sono un'altra cosa ancora, e vanno tenuti nel loro binario.
Su questa parte, un commercialista sportivo non è un costo: è protezione. Gli importi e le soglie cambiano, fatevele confermare sul caso concreto.
5. Assicurazione e sicurezza: correre insieme è una responsabilità
- L'assicurazione dei tesserati è in genere collegata all'affiliazione, ma verificate i massimali: un conto è la copertura base, un altro coprire davvero un infortunio serio durante un'uscita su strada.
- Il defibrillatore (DAE) e la presenza di personale formato sono un tema concreto per chi organizza allenamenti di gruppo e manifestazioni podistiche: sapere chi ce l'ha e chi lo sa usare non è un dettaglio.
- Se tesserate minori, scatta l'obbligo di safeguarding con un responsabile dedicato.
6. La gestione ordinaria
Libri sociali, assemblea annuale verbalizzata, rendiconto approvato: sono la prova che il club è davvero democratico e senza scopo di lucro. Banali finché nessuno controlla, decisivi quando qualcuno lo fa.
7. Le opportunità per un club di corsa
Una volta in regola, si aprono porte: bandi e contributi per attività e attrezzature, sponsorizzazioni locali (il negozio di running, il fisioterapista, il bar della piazza), l'uso di impianti e spazi comunali per gli allenamenti.
In sintesi
Statuto e costituzione → codice fiscale e registrazione → affiliazione FIDAL/EPS e iscrizione al RASD → tesseramento → compensi e fisco a posto → assicurazione, DAE e safeguarding → libri, assemblea e rendiconto. In quest'ordine, ogni anno sportivo. Con l'ente affiliante come primo sportello e un commercialista sportivo per la parte fiscale.
Il vostro club è nato per correre, non per litigare con la burocrazia: mettetela in ordine una volta, bene, e poi tornate a pensare ai chilometri.